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SUPERFICIE,
MEMORIA.
(2010)
Di
Simone Pappalardo
L'installazione
creata appositamente
per le cisterne della Pelanda,
ricrea un suono
originario che,
retrospettivo, riemerge da uno specchio
nello spazio
che l’ha assorbito in quanto
reminiscenza. Sappiamo che le
onde
sonore vengono lentamente
assorbite dalle pareti dell'ambiente
in cui
sono prodotte esaurendo la loro energia
e trasformandosi in calore.
L’idea è dunque quella di usare una superficie
(uno specchio
antico,
cortocircuito fra presente e memoria)
come spugna acustica e
ricettacolo mnemonico,
come traccia timbrica di un contesto
originario
di suoni di macelleria combinati
alla risonanza propria
della cisterna.
Grazie a particolari trasduttori elettromagnetici progettati
appositamente che ricostruiscono idealmente
tali giacenze, lo
spettatore esplora
un passato sonoro, un ambito di macellazione,
uno
spazio sacro e profano
di rito antico e commercio.
(…)
Oh questo: le macerie di Marsia.
La
carne scura del petto marmorizzata di grasso giallo,
il
suo cuore come un animale che respira
nella
busta lattea,
le
viscere una valigia ben fatta
di
animelle, trippe palpitanti.
Robin
Robertson
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TIME-VARIANT
Micro
variazioni di forma di candele su specchi
(2010)
Ogni
candela accesa, con le sue micro variazioni
di forma, con le
traiettorie che lascia colando e
con la danza della fiamma, partecipa
alla definizione
del suono ricostruendo la frequenza di risonanza
della cisterna.
La
candela infilzata nei supporti e il seguente
gocciolare della cera
sospende due momenti:
l’esplicita replica del gesto votivo
applicata
idealmente alla sacralità tipica di ogni rito
–anche
pagano, e il colare come il grondare liquido
dello squartamento
perché rimando alla destinazione
originaria dello spazio.
(…)
La vela di pelle tesa risuona e schiocca
Nella
stessa brezza che fa bruciare
I
suoi nervi, urlare i suoi polmoni nudi.
Spogliato
di se stesso e del suo gemello:
la
crosta che s’indurisce e la ferita appiccicosa.
Marsia
martire, feticcio di un dio,
pende
dall’albero come un frutto marcio
Robin
Robertson
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